L’utilizzo della narrazione per finalità formative ha origini antichissime. Gli stessi poemi omerici rappresentano una forma di enciclopedia tribale, e all’epoca avevano l’importante compito di veicolare dei messaggi e di orientare i comportamenti di chi ascoltava: attraverso il racconto degli aedi, bambini e adulti imparavano quali fossero i comportamenti virtuosi e quali azioni fossero al contrario ritenute dannose per la società. La narrazione rappresentava un mezzo per costruire un codice comportamentale condiviso e tramandato di generazione in generazione.

I miti per costruire un brand

Di certo il contesto oggi è mutato, ma l’istinto di narrare è ancora più vivo che mai; non c’è da stupirsi se persino nel contesto aziendale la narrazione continua a giocare un ruolo importante.

Rispetto ai poemi omerici, per esempio, ancora oggi abbiamo mantenuto la stessa attitudine a trasmettere storie di eroi contemporanei per infondere comportamenti ritenuti socialmente virtuosi. Molti brand, in particolare americani, tramandano tutt’oggi storie romanzate della propria fondazione, scegliendo accuratamente gli avvenimenti da raccontare, in modo da diffondere internamente ed esternamente la propria cultura organizzativa. Steve Wozniak, per esempio, co-fondatore, della Apple, ha confessato che la storia della fondazione della Apple in un garage è solo parzialmente vera: in quel garage non sono mai stati costruiti prototipi, né è mai stato progettato alcun prodotto. Eppure, quel pizzico di verità è stato sufficiente per costruire un luogo mitico, noto a migliaia di persone e meta di pellegrinaggio per i fan più accaniti.

Narrazione per supportare la formazione e i team building

Si parla spesso di narrazione per finalità di comunicazione e branding, mentre è meno comune affrontare questa materia dal punto di vista della formazione.

Prima della diffusione della gamification, i team building e la formazione esperienziale avevano già sdoganato l’impiego del linguaggio del gioco nel contesto organizzativo. Oltre a facilitare l’apprendimento attraverso dei momenti strutturati di debriefing, è possibile potenziare i messaggi chiave attraverso un impianto di tipo narrativo.

Tempo fa un professionista di un’importante multinazionale mi ha raccontato un esempio emblematico: in un momento di cambiamento nella cultura organizzativa, l’azienda ha organizzato un team building coinvolgendo diversi professionisti con ruoli manageriali. I partecipanti hanno tolto per un giorno i panni dei manager in giacca e cravatta, vestendo - letteralmente - quelli dell’equipaggio di una navicella spaziale impegnata a salvare la Terra da una minaccia interplanetaria. Come spesso accade nei team building, i diversi gruppi inizialmente erano spinti a competere fra loro. La storia, però, prevedeva che per il completamento della missione tutti dovessero collaborare: in caso contrario, il nostro pianeta sarebbe andato distrutto.

Anche a distanza di anni, quell’esperienza e in particolare questo messaggio rappresentano per questa persona un ricordo forte, di cui ha fatto tesoro nel suo lavoro quotidiano. Se non ci fosse stata quella cornice narrativa, sicuramente quel messaggio non sarebbe arrivato in modo così efficace.

Metafora narrativa nei progetti game-based

La gamification è una materia relativamente nuova, in cui ancora mancano best practice consolidate. In casi come questo, spesso è dall’esperienza che si possono trarre preziosi insegnamenti. I casi raccolti nell’ambito dell’indagine Enterprise Gamification Meter hanno confermato che i progetti inseriti in una metafora narrativa sono stati tutti, nessuno escluso, più efficaci. Indipendentemente dallo specifico obiettivo formativo di ogni caso, i referenti di questi progetti hanno riconosciuto che la narrazione aumenta la coerenza, rinforza i messaggi e rende ogni iniziativa più memorabile nel tempo.

Da quando nasciamo, ci nutriamo di storie. Quando siamo piccoli, impariamo attraverso le fiabe a tenerci lontani dai pericoli, a essere gentili con il prossimo e, in certi casi, persino a distinguere ciò che è buono da ciò che non lo è. È naturale, e apprezzabile, che anche le imprese stiano progressivamente tornando ad adottare questa forma di apprendimento per formare le proprie persone e per rinforzare il senso di appartenenza all’organizzazione.

Le storie sono il collante della vita sociale umana, definiscono i gruppi e li tengono saldamente uniti. Viviamo nell’Isola che non c’è perché non possiamo farne a meno. Siamo l’animale che racconta storie.

Jonathan Gottshall, L’istinto di narrare.