“You cannot force commitment, what you can do… You nudge a little here, inspire a little there, and provide a role model. Your primary influence is the environment you create.” (P. Senge)

Cosa ha a che fare la teoria del nudge con la fiducia?

Sei a bordo strada, davanti alle strisce pedonali, insieme a altri pedoni. Quante risorse consumi per attraversare la strada?

Ecco, siamo sicuri che anche tu non attraverseresti la strada a occhi chiusi. Un pedone che non si fida, attraversa la strada molto cautamente. Consuma risorse di attenzione, è inefficiente e inefficace. E, d’altra parte, non possiamo imporgli di fidarsi. Semafori, strisce, vigili, cartelli stradali e multe ci sono da sempre, ma non è con l’imposizione e le regole, nemmeno forse con l’informazione e le sanzioni che possiamo incoraggiare gli automobilisti a rispettare il pedone e stimolare così la sua fiducia. È possibile però, attraverso una lieve variazione nello spazio, indurre gli automobilisti a prestare più attenzione a ridosso degli attraversamenti pedonali, rendendo i pedoni più sicuri. È quello che è stato fatto nei pressi degli Universal Studios in Giappone (vedi immagine in copertina - fonte: matteomotterlini.com).

Nelle imprese funziona allo stesso modo. I comportamenti virtuosi non nascono sotto i cavoli, né possono essere imposti. Se le imprese cercano fiducia e coinvolgimento, non possono limitarsi a dire: “Da domani si collabora, tutti… tu fidati di lui, tu diventa suo amico, tutti e due sentitevi coinvolti”.

I comportamenti virtuosi non nascono sotto i cavoli, né possono essere imposti.

Di questo si occupa la teoria del nudge: una spinta gentile al cambiamento dei comportamenti, che può guidare anche alla fiducia. Un nudge non impone né vieta, semplicemente rende visibili e convenienti alcune alternative a vantaggio di altre. Il nudging è una parte della progettazione delle scelte, ovvero del disegno intenzionale del "contesto di scelta" delle persone e il nudge è una sorta di spinta amichevole, piccole azioni verso la direzione desiderata dal progettista. (Per un maggiore approfondimento potrebbe interessarti anche: Nudge Theory: il mondo indelicato della spinta gentile).

Un nudge è piccolo, semplice e istintivo. Lavora su territori come lo spazio, l’accessibilità, il consenso sociale. La sua azione è apparentemente marginale, ma alla lunga aiuta tutti i "pedoni" di un’organizzazione ad attraversare serenamente una strada. 

Questo sarà il cuore del nostro intervento al Festival della Comunicazione. Il tema del 2017 è le Connessioni. Sabato 9 settembre alle 15.30 Annalisa Galardi e Carlo Turati parleranno della spinta gentile verso la fiducia, attraverso le connessioni Nudge. Ci vediamo a Camogli?