Qual è in assoluto il social media con più iscritti al mondo? Facebook.
Qual è in assoluto il più grande diffusore di contenuti non verificati al mondo? Probabilmente la risposta è sempre Facebook.

Da tempo Facebook sta portando avanti diverse operazioni di verità. Dalla decisione di contrastare sempre di più la circolazione di notizie false, al semplice controllo che le informazioni sulle attività locali presenti su Facebook siano corrette.

Centralizzare quest’operazione sarebbe impensabile: migliaia di luoghi e piccole aziende sono presenti nell’enorme database di questo social media. L’unico modo per continuare a garantire agli utenti informazioni corrette è proprio cercare la collaborazione di tutti gli iscritti, e creare un meccanismo di responsabilità diffusa.

Per farlo, Facebook sta sperimentando da tempo la gamification, che ha la caratteristica di saper orientare i comportamenti delle persone in modo gradevole, coniugando obiettivi aziendali e motivazione individuale. Il primo ambito di applicazione di questo strumento è la verifica della correttezza delle informazioni su luoghi e attività locali. In altre parole, quando registriamo la nostra presenza in una località presente su Facebook, ci viene chiesto di rispondere ad alcune domande su quel posto.

La gamification è stata strutturata secondo meccaniche di gioco piuttosto standard. Le principali sono:

  • Badge per premiare alcuni traguardi e per favorire alcuni comportamenti (per esempio la verifica delle informazioni per 7 giorni consecutivi)
  • Livelli che richiedono all’utente un grado di impegno sempre maggiore per essere superati
  • Classifica che introduce delle meccaniche di competizione mostrandoci a che punto siamo rispetto ai nostri amici.

L’unica dinamica veramente distintiva è l’introduzione dell’altruismo come leva di coinvolgimento: la possibilità di scoprire quante persone abbiamo aiutato con i nostri suggerimenti, infatti, conferisce un significato nobile a un’azione semplice, che costa all’utente pochi secondi di tempo.

Per ora si tratta di un progetto di gamification abbastanza semplice, in cui le varie meccaniche di gioco non sono intrecciate fra loro in modo particolarmente elaborato. Sarà interessante studiarne i prossimi sviluppi, su cui provo a fare alcune ipotesi:

  • Maggior visibilità a quest’area: persino io che mi occupo di gamification per lavoro e che quindi sono ricettiva nei confronti di qualunque novità sul tema, ho scoperto da poco l’esistenza di questa funzione, per ora piuttosto nascosta. L’ho trovata solo nel momento in cui mi è comparsa una notifica che mi segnalava di aver ottenuto un badge. Ovviamente, dato che il futuro è dei curiosi, ci ho subito cliccato sopra.
    Grazie al confronto con alcuni professionisti del web marketing, sono riuscita a risalire all’origine di questa novità e a contestualizzarne meglio il significato. Di questo riparleremo a breve su questi schermi…
  • Ampliamento dei comportamenti premiati: se Facebook continuerà a investire per tenere la piattaforma pulita da informazioni non corrette, è possibile ipotizzare che un giorno verranno premiati anche comportamenti come la segnalazione di una notizia falsa o di un profilo fake.
  • Individuazione di alcuni “alleati” fra gli utenti più attivi: se Facebook individuasse grazie al proprio algoritmo persone affidabili che amano essere parte di questo gioco, potrebbe istituire una sorta di squadra speciale di alleati. Il loro ruolo potrebbe essere evidenziato graficamente all’interno della piattaforma (per esempio con un “distintivo” sul loro profilo) e potrebbero essere premiati in diversi modi, per esempio con l’accesso a funzioni di verifica più avanzate oppure con l’approvazione più rapida delle modifiche suggerite.

Ti è piaciuto l’articolo? Torna a trovarci la prossima settimana! Ospiteremo un contributo di Silvia Signoretti, consulente di marketing strategico, proprio su questo tema.