Silvia Signoretti

Marketing Strategist

Franchising Strategy

Apprendo, discuto, cerco di confrontarmi con tutti. Io credo che faccia la differenza in questo mondo così liquido.

Cosa ti spinge a fare il lavoro che fai?

La curiosità, la voglia di imparare sempre cose nuove e di mettermi in gioco. Credo siano queste le mie spinte. Faccio un lavoro (strategie di marketing per franchising) che è ogni giorno diverso. I franchising e le aziende in genere, per quanto appartengano a settori simili, hanno modalità, approcci, storie, identità complesse e differenti. Mi piace studiare la customer journey, il processo di acquisto dei loro clienti e il mondo che li circonda. È un'avventura per me e per loro, condita di sana analisi del posizionamento e di quelle leve psicologiche e sociologiche che trasformano una strategia di marketing in qualcosa di nuovo e diverso, che mette l'utente al centro ridefinendolo come persona invece che come cliente, in un percorso che diventa sempre più esperienziale.

Quali sono i comportamenti e le azioni che rendono visibile il tuo why?

Partecipo a qualche evento, faccio interventi formativi per enti e aziende, ma anche speech in manifestazioni nazionali che mi consentono di aprire nuovi canali di contatto. Scrivo sul mio blog (anche se un po' saltuariamente), stringo relazioni, tendo a mettermi in gioco con il mio know how del settore rendendomi disponibile a discuterne con chiunque, specie sui canali social come LinkedIn e Facebook. Facebook agli inizi è stata una grande vetrina, ma anche il libro con Alessandro Sportelli e in particolar modo il percorso professionalizzante con Web Marketing per Imprenditori, che mi ha dato la certificazione di Connection Manager. Apprendo, discuto, cerco di confrontarmi con tutti. Io credo che faccia la differenza in questo mondo così liquido. Non esistono esperti, esistono persone che con umiltà, ogni giorno, aggiungono un pezzetto a quel che sanno e fanno. Il mio mondo è davvero in divenire, ogni giorno: essere estremamente individualisti è deletereo. L'unione fa la forza.

Immagina di essere uscita un attimo da una riunione. Cosa vorresti che gli altri dicessero di te e del tuo modo di affrontare il lavoro?

Mi piace pensare di aver lasciato anche solo un piccolo chicco di quel che so. Mi è capitata una riunione con una grande realtà internazionale proprio la settimana scorsa, per un progetto delicato. Ero in ansia, non lo nego. Ho cercato di abbattere le barriere, ma non è stato facile. Quando siamo usciti il coordinatore ha voluto chiedermi un consiglio. Credo sia stata la più grande soddisfazione, oltre che la conferma del progetto. Ho lasciato qualcosa. Un tempo mi dissero che per imparare dovremo aprire le mani ad accogliere dei chicchi di riso, lasciandoli cadere, come è normale che sia. Quelli che arrivano sono tutti gli input, quelli che rimangono sono ciò che non perderemo: se anche rimanesse un solo chicco sarebbe soddisfacente. Spero succeda così, al di là che un progetto parta o meno.