Oggi ospitiamo Fabio Viola, tra i migliori gamification designer al mondo e coordinatore del Master in “Gamification e Engagement Design” allo IED di Milano. Autore del libro “L’arte del Coinvolgimento” (Hoepli), ha lavorato per le più grandi aziende mondiali di videogames (Electronic Arts Mobile, Vivendi Games, Gtech Group) e partecipato al lancio di centinaia di videogiochi.

Noi siamo molto contenti non solo di averlo conosciuto, ma anche di aver condotto insieme a lui la prima indagine italiana sulla gamification per l’Employee Engagement. Giovedì 9 novembre 2017 presenteremo i risultati durante il nostro Enterprise Gamification Happy Hour insieme a Fabio e ad altri professionisti. Nel frattempo, vi lasciamo al suo articolo. Buona lettura.

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È in atto un profondo corto circuito tra le aspettative, necessità e desideri delle nuove generazioni e larga parte del mondo in cui si ritrovano a vivere. Un mondo ancora fortemente permeato da una visione post seconda rivoluzione industriale fatta di strutture piramidali, gerarchie, premialità economica ed in generale verticalità dei processi.

Baby boomers e millennials: generazioni a confronto

Nei miei genitori (generazione “baby boomers”), e parzialmente nella successiva generazione X (1960-1979), era congenita l’idea di trascorrere la propria vita lavorativa nella medesima azienda scandita dai rintocchi dell’ingresso alle 9.00 e dell’uscita alle 17.00 per cinque giorni a settimana.

I giudizi venivano stilati sotto forma di lettera che il diretto superiore consegnava loro una volta l’anno; l’aggiornamento professionale era considerato un momento puramente formale nonché subalterno al “one time learning” somministrato durante gli studi universitari. In loro non ho mai riscontrato la necessità di essere motivati e coinvolti in ufficio; la logica del “dover fare”, accompagnata spesso da una messa in competizione della forza lavoro, era da sola sufficiente a garantire livelli accettabili di produttività.

La terza rivoluzione industriale, di cui internet rappresenta l’emblema, ha sconvolto in un arco temporale limitato le nostre vite. Gli impatti sono ancora poco studiati e compresi, ma è possibile osservarli plasticamente seguendo la giornata tipo delle due generazioni che sono cresciute (Generazione Y 1980-1999) e, addirittura, nate durante questa rivoluzione (Generazione Z, nati dopo il 2000).

Una giornata fatta di relazione in tempo reale attraverso le applicazioni di instant messaging, orizzontalità nell’apprendimento su un modello Wikipedia, una capacità creativa costante resa evidentemente attraverso foto caricate su Instagram, video su Youtube, scritti brevi via Twitter o musica via Music.ly e ancora di più la personalizzazione delle esperienze su cui si incardinano Netflix e Spotify.

Cosa può insegnarci il gaming su engagement e motivazione

Il coinvolgimento dovrà essere il vero motore trainante del XXI secolo, in cui stiamo assistendo a un passaggio dal “dover fare” al “volere fare”. Se non impareremo a progettare e disegnare ambienti di lavoro coinvolgenti si acuirà ancora di più quel corto circuito col quale ho aperto la riflessione. Gallup ci segnala che il tasso di “employee engagement” è del 15% nei paesi mondiali da lei monitorati, un dato drammatico che invita tutte le risorse umane a una profonda riflessione su come fare recruiting, gestire, trattenere, formare, stimolare e premiare la forza lavoro.

Una riflessione non più procrastinabile: la generazione Y rappresenta già oggi in molte nazioni il principale cluster demografico tra i lavoratori e nel giro di un quinquennio anche la generazione Z entrerà nella “workforce” alterando per sempre gli equilibri interni.

C’è un consumo, economico e temporale, che sembra accomunare le due generazioni testé citate: i videogiochi. Quello che potrebbe sembrare un dato poco o scarsamente rilevante nasconde invece ragioni profonde da individuarsi nella capacità dell’industria dalla quale provengo di coinvolgere e motivare costantemente il giocatore pur in assenza di ogni tipologia di rewarding economico. L’idea che sia possibile mutuare teorie e pratiche di engagement by design ha sospinto il paradigma della gamification tra i top trend della decade in corso. Badate bene, intendo gamification come una modalità di “experiencer centered design” che poco o nulla ha a che fare con la comune implementazione basata su PBLR (punti, badge, livelli, rewards). In fondo è una disciplina composta al 70% da psicologia e al 30% da tecnologia.

10 chiavi di lettura della gamification

Non voglio sottrarmi dall’offrire alcune chiavi pratiche di lettura della gamification. Lezioni che ho imparato lavorando nel comportamento dei videogiochi e che, credo, siano implementabili all’interno delle aziende per immaginare un'esperienza di lavoro a portata di nuove generazioni.

  1. La cooperazione induce comportamenti molto più forti della competizione.
  2. La premialità di tipo SAPE (status, accesso, potere ed emozioni) si confà meglio alle nuove generazioni del premio economico.
  3. Non esiste più una reale distinzione tra consumatore e dipendente, i relativi dipartimenti dovranno lavorare insieme per programmi condivisi.
  4. Sempre più feedback in tempo reale e micro-task.
  5. Personalizzazione delle esperienze dei dipendenti tarate sulle necessità individuali.
  6. Un certo grado di autonomia delle scelte, far sentire il dipendente protagonista come in un videogioco.
  7. Passaggio dallo storytelling allo storydoing.
  8. Stop al “one time learning” e standardizzazione della formazione.
  9. Introduzione di nuove figure professionali in grado di supportare l’innovazione: game designer, data scientist, storyteller, engagement scientist.
  10. Conferire un senso epico e un rinforzo sociale alle azioni dei dipendenti.

Vi invitiamo al nostro aperitivo esperienziale sulla gamification

Ringraziamo Fabio per i suoi spunti interessanti. Approfondiremo questi e altri temi durante il nostro Enterprise Gamification Happy Hour. L’appuntamento, ve lo ricordiamo, è giovedì 9 novembre e si terrà a Milano nella sede di Monforte. L’evento è gratuito ma riservato alle aziende e, in particolare, alle funzioni HR, Comunicazione interna, Engagement e Innovazione.

Potete iscrivervi cliccando qui.