Oggi ospitiamo Silvia Signoretti, web marketing strategist con una particolare esperienza su franchising, reti e catene di negozi. Silvia conosce in modo approfondito Facebook Local e le dinamiche implementate da Facebook per le attività locali. Le abbiamo chiesto il suo punto di vista riguardo l'introduzione della gamification in Facebook Editor, di cui abbiamo parlato la settimana scorsa. Lasciamo la parola a Silvia, buona lettura.

Una delle grandi difficoltà di Facebook degli ultimi tempi è quella di dare informazioni sempre più puntali agli utenti. Così come Google vuole essere leader nella ricerca, Facebook vuole istruirci a rimanere sempre più connessi alla sua piattaforma, educandoci anche a comportamenti che, appena innescati, possono sembrarci inusuali (staremo a vedere come proseguirà la questione “storie/stati” appena introdotta su tutti i suoi strumenti). Per riuscire a mantenerci sulla piattaforma, è palese che debba darci informazioni precise e puntuali.

Purtroppo, alla sua nascita, Facebook introdusse la possibilità di generazione automatica, da parte degli utenti, dei luoghi in cui si trovavano, qualora non fossero pagine già esistenti o non si riuscissero a identificare nell’elenco (giusto per capirci, vi lascio il link a una pagina non reclamata, generata dagli utenti, di Gardaland, con ben 950 recensioni… Gardaland - Playground). Le informazioni che gli utenti davano a Facebook risultavano così imprecise, fuorvianti e, spesso, si generavano luoghi duplicati o triplicati (se non peggio, ad esempio per gli eventi).

Come fare per unificare i luoghi su Facebook e dare ufficialità alle pagine veramente gestite dagli imprenditori?

All’inizio Facebook ha introdotto la possibilità di verifica delle pagine di attività locali. Utilissima. Rimaneva però il problema di quegli imprenditori che si erano illusi di vedere Facebook come un alleato del loro business, senza rendersi conto che l’unico modo perché lo fosse veramente era affidarsi a professionisti capaci, a un’analisi del proprio business e a una strategia di marketing strutturata. Pagine a metà, informazioni sbagliate, orari, indirizzi e altre informazioni mancanti… insomma, una grande difficoltà. Si pensò allora alle richieste di informazioni: era l’utente che le richiedeva alla pagina. Mancava la fascia di prezzo o il numero di telefono? Bastava chiedere. Le pagine rispondevano? Ni. Allora che fare? Se Maometto non va alla Montagna, beh… meglio chiedere agli utenti!

Attività locali su Facebook: come correggere le info errate o mancanti? Se Maometto non va alla Montagna, beh… meglio chiedere agli utenti!

Così, sia in adesione a un programma di gamification come editor che, inconsapevolmente, quando ci si trova in un luogo, capita che Facebook chieda: è l’orario corretto? Questo luogo si trova in via Mazzini? Si tratta dello stesso luogo? Sono domande che ci fa costantemente per avere aggiornamenti freschi e poter così modificare le informazioni delle pagine.

L’utente si sente utile, partecipa a un gioco, lascia informazioni e Facebook, in sostanza, è contento. Semplice no? Niente di nuovo se pensiamo al programma di Tripadvisor ma ancora di più a “Local Guides di Google”. User-Generated Content: sono sempre più gli utenti a generare i contenuti. Per farvi capire il problema enorme che aveva Facebook rispetto alle informazioni sulle attività locali, vi lascio qualche screenshot fatto “giocando” con editor. Credo capirete perché fosse necessario correre ai ripari, e in fretta.